Tra le corporazioni ecclesiastiche sorte nella Pescia del Cinquecento quella della Misericordia ricoprì un ruolo fondamentale nell’ascesa economica e politica nonché assistenziale della società del luogo. Sul modello delle ben più antiche confraternite della Ducato toscano come l’importante e nobile arciconfraternita fiorentina fondata nel XIII secolo, la compagnia di Pescia assunse un posizione di rilevo nel contesto sociale e culturale della città e di tutta la valle. L’importanza di questa pia istituzione è riscontrabile anche dal prezioso archivio che testimonia con i documenti una fervida attività sviluppatasi in cinquecento anni di storia. Tuttavia il nobile passato riflesso nella documentazione presente negli archivi rimasti, rivela che la vicenda della Misericordia a Pescia è separabile in due parti distinte nonostante che gli scopi e le finalità risultarono fin dalle origini immutati. La prima parte concerne la vita e l’attività della confraternita di Misericordia dalle origini (1506) fino al 1785, la seconda parte invece inizia nel 1843 e giunge fino ad oggi.
Le ragioni della sua fondazione sembrano trovarsi in un episodio prodigioso avvenuto presumibilmente il 13 aprile 1506 nella chiesa di S. Francesco. In quel giorno, alla presenza di un considerevole gruppo di fedeli, la statua quattrocentesca della Vergine con Bambino dette segni miracolosi. Nei primi capitoli delle costituzioni della Misericordia si ricorda l’avvenimento miracoloso in cui la statua lignea sembrò muoversi esortando i fedeli a convertirsi ed emendarsi dai peccati ed esercitarsi «et affaticarsi in opere buone». La memoria di questi fatti così emozionanti spinse il 20 dello stesso mese diciassette uomini a riunirsi nella chiesa di S. Stefano e Niccolao e in onore a Dio «[…]et della sua gloriosa Vergine Madre Maria et di tutta la Corte celestiale del Paradiso, di fare insieme una compagnia et fraternità di battuti, la quale sia chiamata et nominata la Compagnia et Fraternità della Misericordia della terra di Pescia[…]». Fin da subito lo stemma della corporazione fu costituito da una M gotica sormontata da una croce.
Nei primi articoli si ricordano gli scopi e le finalità della confraternita: celebrare con solennità la Natività della Vergine, conforto ai poveri bisognosi, ai malati e dar degna celebrazione e sepoltura ai morti. Tra gli altri compiti dei confratelli c’era anche quello dell’educazione religiosa della gioventù. Ogni quattro mesi si estraevano a sorte otto infermieri i quali durante il loro ufficio non potevano avere altri incarichi.
Tra i primi atti della Misericordia è quello relativo alla richiesta al Vescovo di Lucca per edificare un oratorio dedicato a Maria Vergine Madre della Misericordia e il 22 luglio 1506 fu definitivamente approvata la costruzione dell’edificio sacro attiguo alla chiesa di S. Stefano e nel settembre dell’anno successivo, alla presenza di tutti gli operai della confraternita, del rettore di S. Stefano, Bernardo Pagni e del primo governatore prete Niccolò Luporetti, fu consacrato l’oratorio dal fiorentino Benedetto Pagagnotti vescovo di Savona. L’erezione di una sede istituzionale e della sua chiesa portò una crescita considerevole degli iscritti. Molti uomini di diverse estrazioni sociali si associarono alla Misericordia costituendo di fatto un’opera di assistenza di notevole entità. Nel primo libro dei confratelli iscritti è annotata al 14 febbraio 1520 l’ammissione alla Compagnia di mons. Baldassarre Turini, datario di Leone X, il quale l’anno precedente con le sue istanze presso il pontefice aveva agevolato l’erezione della Chiesa di Pescia in Diocesis Nullius.
Fin dai primi momenti di vita la fraternitas si assunse l’obbligo di pietà del trasporto e la sepoltura dei morti per le cure della Collegiata di S. Maria (oggi cattedrale), di Stefano e Niccolao, di S. Michele e di Colleviti. L’attività che era scandita dalla campana della Compagnia che suonava al bisogno rimase inalterata per ben 278 anni; nei momenti cruciali segnati dalle epidemie i confratelli svolsero – descrivono le memorie – un’opera indefessa di misericordia; per la peste del 1630 edificarono un lazzaretto per il ricovero degli uomini colpiti dal contagio e promossero grandi questue per aiutare i poveri della città. Nel 1784, il Granduca Pietro Leopoldo I ordinò la soppressione delle confraternite, Monasteri e Conventi e di conseguenza i beni insieme all’archivio della Misericordia di Pescia passarono all’Ospedale dei Santi Cosma e Damiano.
Con la soppressione napoleonica e la cacciata dei Frati minori conventuali dalla chiesa e convento di S. Francesco fu costituita nella chiesa una pia confraternita sotto il titolo delle Sacre stimmate di S. Francesco d’Assisi e della SS.ma Concezione. La primaria funzione di questa compagnia era quella di mantenere in vita la devozione al Santo assisiate. L’11 dicembre 1842 un gruppo di confratelli, per mantenere in vita il vero spirito che animavano queste antiche confraternite laicali – rivolte per lo più all’assistenza dei poveri bisognosi della città e al trasporto dei defunti – propose e ottenne la trasformazione del titolo della Compagnia in Confraternita della Misericordia. In onore dunque all’antica compagnia cinquecentesca che per diversi secoli aveva assistito uomini e donne di questa terra i nuovi aderenti stabilirono che tra le funzioni principali doveva esserci il trasporto dei morti, la cura e l’assistenza alla famiglie indigenti della città, nonché l’aiuto morale ed economico alle persone in difficoltà. L’opera doveva, secondo lo spirito antico delle misericordie, compiersi in totale abnegazione e alla rinuncia a qualsiasi presenzialismo del confratello che prestava la sua attività nell’anonimato. Infatti nelle prime costituzioni fu subito deciso di adottare la buffa per nascondere il volto del fratello. Il primo priore fu il nobil uomo Bernardo Magnani che tenne l’ufficio per ben 14 anni. Tra i primi associati si ricorda Felice Gialdini che fu poi Vescovo di Montepulciano e il noto intellettuale Francesco Forti.
Il Granduca di Toscana l’approvò con sovrano rescritto il 7 settembre 1843 e la nuova istituzione prese solenne possesso nella chiesa di S. Francesco il 21 aprile 1844; per stabilire un legame con la cinquecentesca confraternita di misericordia fu deciso di portare in processione l’immagine della Madonna con bambino che nel 1506 aveva dato segni miracolosi, promuovendo quindi la nascita della pia istituzione. La Vergine è ancora oggi la protettrice della Misericordia
Dall’insediamento nella nuova sede fatta erigere dalla confraternita stessa in prossimità della chiesa di S. Francesco, l’opera svolta dai volontari è stata mirabile e decisiva nella cura dei cittadini in difficoltà. Nel 1909 dal Consiglio fu deciso che la nuova sede operativa sarebbe stata trasferita in piazza Mazzini nel grande palazzo del Tau ove si trova ancora oggi.
Non si può far passar sotto silenzio l’attività davvero grande che i confratelli svolsero nei giorni tremendi dell’ultimo conflitto mondiale. Il 4 settembre del 1944 furono proprio i nostri uomini insieme al Vescovo Simonetti a svolgere il pietoso ufficio di rimozione dei corpi delle vittime che erano state impiccate dai tedeschi agli alberi del viale Garibaldi e al ponte di S. Francesco. La confraternita prestò un’opera indimenticabile, quando ormai in città infuriava la rappresaglia dell’esercito tedesco e della lotta partigiana, aprì le porte della sua sede e allestì alla meglio una mensa comune per i bisogni dei cittadini. Presente in qualsiasi momento di grande disagio l’istituzione della Misericordia ha segnato e segna tuttora un momento alto della socialità e del senso civico.
I cinquecento anni di attività della misericordia a Pescia non possono certo non essere ricordati; è nato infatti da parte del Consiglio il desiderio di raccogliere le testimonianze storiche più importanti dal 1506 al 2006 e di pubblicare un volume che esponga il progetto di ricerca. Domenica 23 aprile 2006 con una solenne cerimonia nella sala del Magistrato si sono aperte le celebrazioni del Cinquecentenario. In tale occasione è stato presentato il progetto di ricerca storica dell’istituzione. La popolazione di Pescia ha risposto con entusiasmo a queste celebrazioni che si sono chiuse l’8 dicembre 2006 con la presentazione del volume dedicato ai documenti e alla storia dell’antica e della moderna arciconfraternita della Misericordia di Pescia. |